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Attenzione, attenzione: ”Balene a dritta”!

Attenzione, attenzione: ”Balene a dritta”!È senza dubbio questo il messaggio più bizzarro, annunciato dal comandante e sentito a bordo della nave Costa Pacifica, più o meno il quarto giorno di navigazione nell’oceano Atlantico!

Si tratta del mio secondo viaggio dell’anno che ho potuto fare solo grazie alla Holiday Dream Club, che mi ha permesso di andare in giro per il mondo per tre settimane ad un prezzo imbattibile! Prezzo che sarebbe stato zero se non avessi deciso di aggiungere fin da subito il costo delle quote di servizio (mance) e il pacchetto bevande.

Un viaggio che può essere paragonato a un pezzetto del giro del mondo: partiti dalle isole caraibiche delle Antille, abbiamo poi attraversato l’oceano Atlantico e quindi il tropico del Cancro, per arrivare dopo sei giorni di navigazione, al vecchio continente Europa.

Tutto è iniziato con il fantastico volo da Verona a La Romana (Repubblica Dominicana), a bordo di un modernissimo aereo boing 787 Dreamliner della Neos. Arrivati a La Romana abbiamo soggiornato per due giorni in un carinissimo hotel a Bayahibe. Abbiamo così goduto per un giorno della fantastica spiaggia del Dominicus e il giorno successivo abbiamo fatto un bel giro in catamarano con musica, balli e vitamina R, cioè Rum! La nostra meta era la fantastica isola di Saona, dove dopo diverse nuotate tra le stelle marine e dopo esserci crogiolati sotto il sole, ci siamo goduti sotto l’ombra delle palme di un bel pranzo caraibico.

Passati i primi due giorni spensierati, ormai con già un buon livello di abbronzatura, la sera ci siamo imbarcati a bordo della Costa Pacifica, dove grazie allo staff tecnico HDC, che sempre sorprende i suoi clienti, ci hanno assegnato una bellissima cabina con balcone al ponte 8, invece di una semplice cabina interna come da prenotazione iniziale. Un gradito upgrade che ci ha fatto godere dell’immensità dell’oceano in tutti i giorni della navigazione.

La mattina seguente la nave alle nove era già ancorata a 300 metri dalla riva della bellissima isola di Catalina, dove la nave organizza le lance per far approdare in 5 minuti tutti i suoi ospiti in una meravigliosa spiaggia attrezzata con sdraio e ombrelloni e persino una zona bar e cucine con barbecue per offrire un buonissimo pranzo a tutti gli ospiti. La spiaggia è da cartolina, un’infinità di palme protese verso un mare azzurrissimo e cristallino. Non manca una fantastica scogliera dove naturalmente con pinne maschera e boccaglio ho potuto godermi uno snorkeling da sogno: stelle marine, ricci giganti, barracuda, pesci palla, pesci pappagallo, farfalla, pesci damigella variopinti, sergente, istrice, pesci leone…un acquario infinito.

Terzo giorno la nave arriva alle isole di St. Kitts and Nevis, piccolo arcipelago di isole vulcaniche, dove le coltivazioni di canna da zucchero, e le simpatiche scimmiette sono padroni incontrastati dell’isola. Le possibilità di escursioni sono sempre numerose, giro in treno dell’isola, nuotata con i delfini, escursioni in spiaggia con visita presso le distillerie di rum. Io ho optato per un bel giro in motoscafo lungo la costa per poter godere di tre fantastici punti di immersione tra relitti e scogliere incredibili dove la trasparenza delle acque ti permettono di stare a stretto contatto con la fauna e la flora sottomarina. Incontro indimenticabile della giornata sicuramente una tartaruga gigante che tranquillamente “pascolava” sul fondale!

Quarto giorno, dopo una notte e una giornata di navigazione siamo giunti alla bellissima isola di Antigua, meta turistica caraibica di indiscussa bellezza, dove le candide spiagge bianche e il mare di un azzurro accecante lasciano alquanto interdetti e stupiti anche i più grandi viaggiatori. Io e diverse persone conosciute a bordo della nave ci siamo organizzati con un pulmino taxi per goderci due bellissime spiagge, Half Moon Bay e Valley Church Bay. L’azzurro e la trasparenza della prima spiaggia ci hanno lasciato a bocca aperta. Ci siamo rilassati al sole, fatto dei bei bagni e abbiamo utilizzato i fanghi della scogliere accanto alla spiaggia per rigenerare la nostra pelle ormai semi bruciacchiata da un sole che ai Caraibi non scherza di sicuro.

Quinto giorno la nave arriva nella europea e francese Martinica. Anche qui le possibili escursioni sono infinite: spiagge, parchi botanici, foresta, cascate, parco delle tartarughe ecc. Il mio gruppo, ormai con due pulmini taxi, si è diretto alla bellissima spiaggia de Le Salines (ormai le amicizie in nave si moltiplicano per forza di incontri a cena, nelle serate party a bordo della nave). La giornata è stata di completo relax sotto le palme e il sole e con dei tuffi fra le onde del mare agitato del giorno. Uno spasso per grandi e piccini. Prima di risalire in nave, immancabile un giro per un po’ di shopping di souvenir nel centro di Fort de France. L’acquisto di una bella camicetta caraibica super colorata è d’obbligo, la sera dopo cena al ponte nove zona piscine ci aspetta la festa caraibica/creola, e non si può certo non far festa con gli ospiti locali della Martinica e di Guadalupa che con le loro danze caraibiche ci coinvolgono in una bellissima festa.

Ormai è passata una settimana e con la nave giungiamo in un’altra isola caraibica francese: Guadalupa. Isola di sbarco e imbarco di nuovi passeggeri che assieme a noi affronteranno l’attraversata dell’oceano per tornare in Italia. L’isola ha la forma di una farfalla, e come per Antigua, le possibili spiagge da visitare sono ben 365. C’è chi opta per un giro alla foresta pluviale con le cascate, chi decide di lanciarsi con la zip line tra i giganteschi alberi della foresta e chi come noi non può rinunciare ancora una volta alle spiagge. La prima visitata è le Caravelle, splendida baia. Qui le foto con le palme protese sul mare azzurro non possono mancare. Ogni scatto diventa in automatico una cartolina grazie alla bellezza dei posti. La seconda spiaggia è appena dopo l’affollata santa Anna e si chiama Bois Jolan. Nel corso della giornata non può poi mancare un giretto in zona nave nella capitale di Point à Pitre, il mercatino delle spezie con i suoi colori e profumi attrae tutti i turisti per fare ancora qualche acquisto.

Alle 23 tutti a bordo, c’è chi è sbarcato per prendere l’aereo per tornare in Italia ma c’è chi come noi, circa 2500 passeggeri, prosegue il fantastico viaggio. L’indomani mattina arriviamo infatti nella vulcanica isola di Santa Lucia. Questa volta scordiamoci le candide spiagge coralline delle altre isole, la sabbia scura dei due vulcani chiamati Pitons, regna incontrastata.

Altri pulmini taxi ci portano nella fantastica baia di Chastanet. Qualcun altro del gruppo per evitare di fare ancora spiaggia ha invece optato per un’ escursione nella foresta con sosta finale e bagno termale tra i fanghi scuri dei vulcani in zona Soufriere. La nostra spiaggia era da sogno, il sole come sempre il padrone incontrastato. La sabbia nera ai piedi delle numerose palme ci ha ricordato come il nero attiri il calore del sole. Bellissima anche qui la scogliera accanto alla spiaggia dove un bel tuffo fra le infinite varietà di pesci non poteva mancare. La giornata passa velocemente e per non fare ritardo ad imbarcare decidiamo di prendere un motoscafo veloce per tornare alla nave, che quando fissa un orario per la partenza non aspetta oltre. E non è il caso di perderla anche perché il prossimo porto d’imbarco sarebbe stato a sei giorni di distanze alle Canarie.

La sera, quindi, salutati dall’ultimo fantastico tramonto sul mare dei Caraibi la Costa Pacifica parte in direzione nord est. Fra 6 giorni di navigazione giungeremo a Tenerife. Che dire di questa lunga navigazione se non che al contrario di quanto si pensi il tempo vola. Le attività di bordo sono numerose e si finisce a tarda notte. Gli animatori e lo staff hanno un bel da fare per seguire i loro ospiti. Le attività sono infinite: lezioni di ballo, olimpiadi del mare in stile giochi senza frontiere, tornei di calcio balilla e ping pong dove i russi a bordo hanno dato spettacolo, tornei di pallavolo e pallacanestro. Corsi di lingue e decoupage, formazione di una corale che si è preparata a teatro per dare spettacolo in un pomeriggio di canti.

Le sveglie al mattino per i più giovani non sono certo all’alba, anche perché volendo si fa festa in nave fino alle 4 del mattino. Bellissime sono state anche le ore passate al sole delle piscine della nave e dove qualche bel giro sullo scivolo d’acqua non è mancato. Il tempo a disposizione permette anche di godere del centro benessere della nave tra saune bagni turchi e fantastici massaggi con pietre calde e bamboo.

La navigazione prosegue tranquilla tra i venti alisei. Ci si sofferma a osservare l’orizzonte del mare infinito che sembra quasi curvare vista l’ampiezza. Il comandante alle undici di ogni mattina ci avvisa di spostare le lancette dell’orologio in avanti di un’ora per abituarsi pian piano al nuovo orario che troveremo in Europa. Questo ci permette di non avvertire per niente il fuso orario e di goderci a pieno la nostra vacanza. La notte prima di sdraiarsi nel proprio letto non può mancare una passeggiata all’esterno dei ponti più alti della nave o dal balcone della propria cabina, le stelle sopra la nostra testa sembrano più grandi, numerose e lucenti del solito, d’altronde siamo ben lontani dalla terra ferma. Dopo quattro giorni verso mezzogiorno tutta la nave si riversa al ponte nove per festeggiare il battesimo del mare con il certificato del passaggio del tropico del cancro. Una grande festa con balli musica giochi e buffet a base di pesce.

Ormai la navigazione giunge al termine a approdiamo a Tenerife a Santa Cruz. C’è chi decide di andare in visita al Loro Parque e chi al parco divertimenti dello Siam Park. Qualcun altro invece dopo un bel giro alla bella spiaggia de las Teresitas si fa un bel giro nella bella Santa Cruz per fare shopping, visto che profumi, vestiti e apparecchiature elettroniche si comprano a basso prezzo vista la bassa tassazione.

Il giorno seguente si attraversano le colonne d’Ercole, si saluta l’oceano Atlantico, e si approda nello stato di Gibilterra. Qui è tutto moto “british” soprattutto nell’arredamento urbano. Non può mancare una bella visita alla rocca superiore dove numerose scimmie sono lì ad aspettarci per belle foto panoramiche. Altra immancabile visita è l’aeroporto che fa da confine con lo stato della Spagna e unico aeroporto al mondo con le sbarre e un semaforo che diventa rosso quando un aereo decolla e atterra. Ebbene sì, per passare in territorio spagnolo bisogna attraversare con l’auto la pista dell’aeroporto!

Il giorno seguente c’è ancora un giorno di navigazione prima di giungere nella fantastica Barcellona. Qui le possibilità di visite ed escursioni sono infinite. Purtroppo le temperature sono ben diverse dai Caraibi e dai giorni di navigazione quando si era praticamente in piena estate visto che le temperature erano dai 26 ai 35 gradi. Dopo un bel giro nelle Ramblas, a Plaza Catalunya e una lunga passeggiata lungo la Barceloneta si rientra in nave. È tempo di preparare le valige che sono quasi raddoppiate dopo venti giorni di viaggio, tra souvenir e acquisti vari.

Purtroppo il viaggio giunge al termine, dopo tre settimane si arriva nell’italiana Savona. È dura sbarcare, ormai la Costa Pacifica era diventata la nostra casa dopo 20 giorni in cui si era serviti e riveriti. Si sono fatte numerose nuove amicizie e tornare a casa ci lascia un bel po’ di nostalgia. Ma ora si avrà occasione di raccontare il proprio viaggio agli amici holidaydreamers!!

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