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Vacanza indimenticabile a Zanzibar



Martedì 11 luglio io e Adolfo siamo partiti da Malpensa alla volta di Zanzibar: volo Meridiana con scalo a Roma per imbarcare altri vacanzieri. Viaggiare di notte ci ha permesso di dormicchiare un po', anche se vedersi servire la cena in aereo alle tre di notte è stato strano.


All'arrivo ci siamo subito resi conto delle condizioni economiche degli Zanzibarini: ci è bastato vedere l'areoporto. Ci è voluta un'ora per il disbrigo delle pratiche: controllo passaporti, schedatura con impronte digitali e pagamento della tassa di entrata di 50 dollari o euro a testa). All'uscita abbiamo trovato ad accoglierci Maria, dello staff Veraclub, che ci ha indicato il pullmino che ci avrebbe portato al villaggio. Siamo stati scortati da due solerti locali che in cambio di una piccola mancia ci hanno fatto il servizio di facchinaggio valigie.


Durante il tragitto, durato circa 45 minuti, abbiamo potuto osservare il paesaggio circostante: subito Zanzibar si è presentata con il suo verde rigoglioso e la terra rossa, molto fertile. Non a caso è l'isola delle spezie... Le strade sono abbastanza strette e la durata del viaggio non è bastata a farci abituare alla guida a sinistra, sul modello inglese. Oltre alle capanne di fango, ci hanno colpito i bambini molto piccoli che camminavano da soli ai lati della strada, i più scalzi.


Siamo arrivati al Veraclub Zanzibar Village alle tredici passate: fuso orario di +1h rispetto all'Italia. L'impressione è stata da subito ottima: personale efficiente, cordiale e sorridente; camera in stile coloniale con veranda, dotata di aria condizionata, ventola, cassaforte, frigorifero con acqua rifornita giornalmente. Il villaggio è splendido, curatissimo, a misura d'uomo, immerso nel verde e direttamente sulla bianchissima spiaggia di Kiwengwa, famosa perchè vi si osserva in modo magistrale il fenomeno delle maree. Da non perdere l'alba sul mare... A luglio a Zanzibar è inverno e per noi è il periodo ideale: la temperatura non è esageratamente calda (circa 30 gradi), l'umidità sopportabile e l'acqua del mare "non scotta".


Nella nostra settimama di permanenza non abbiamo mai avuto bisogno di avviare l'aria condizionata in camera e le prime due sere abbiamo indossato con piacere le maniche lunghe! C'è sempre stato il sole, ha piovuto un solo pomeriggio per 10 minuti e dopo altri 10 minuti c'era di nuovo il sole. L'unica nota dolente della vacanza è la presenza dei locali sulla spiaggia (i "beach boys"), numerosissimi, che ti assalgono per venderti i loro prodotti artigianali o offrirti passaggi in barca fino alla barriera corallina: sanno perfettamente l'italiano e devono aver studiato tecniche di comunicazione, perchè sono bravissimi nel convincerti! Ci abbiamo messo due giorni ad abituarci alla loro presenza e al loro modo di fare... Del resto di quello vivono...

Durante la settimana abbiamo partecipato all'escursione organizzata alla scoperta dei profumi di Zanzibar: una passeggiata nel verde tropicale tra le piante di cannella, zenzero, vaniglia, aloe pepe, peperoncino, ananas, mango, papaya, cocco... Non dimenticheremo mai il ragazzo che si è arrampicato su un'altissima palma per cogliere il cocco fresco da offrirci, esibendosi in evoluzioni da acrobata: altro che palestra! Abbiamo poi fatto il giro di Stone Town, unico centro urbano dell'isola. La guida locale Tartaruga ci ha mostrato la fortezza portoghese, il Palazzo delle Meraviglie, la casa natale di Freddy Mercury; girando a piedi per la città abbiamo respirato l'aria della vita quotidiana zanzibarina, anche se l'esperienza del mercato del pesce è stata molto forte, quasi scioccante, sia visivamente sia olfattivamente... Lì ci siamo resi perfettamente conto perchè consigliano di non mangiare nulla che non sia di provenienza sicura! A causa del mal di mare di Adolfo, abbiamo preferito non partecipare all'escursione principe di Zanzibar: Nakupenda (Prison Island), ma i racconti di chi ci è stato sono stati entusiastici. Dopo circa 45 minuti di navigazione partendo da Stone Town, si arriva all'isola delle prigioni che ospita decine di tartarughe giganti (la più vecchia ha 190 anni), abituate alla presenza dell'uomo; poi si torna in navigazione per raggiungere una meravigliosa lingua di sabbia bianca circondata da acqua cristallina, dove si può praticare snorkeling e nuotare tra i delfini! Il fatto che il villaggio sia piccolo (130 ospiti al completo) ha reso la nostra vacanza ancora più piacevole, con quella tipica atmosfera familiare che a noi piace tanto. L'equipe di animazione, coordinata dal simpatico Rosario, è stata accogliente, cordiale e mai invadente e ci ha anche permesso di trascorrere serate in relax e divertimento.


Io e Adolfo siamo vegetariani e in altre vacanze abbiamo patito la scarsità di frutta e verdura; qui ci siamo trovati benissimo: la varietà di piatti vegetariani è stata eccezionale e il culmine è stato raggiunto nella serata zanzibarina. Tra le bevande preferite svetta l'infuso allo zenzero (paradisiaco) e al secondo posto i succhi di frutta freschi (all'anguria, all'ananas, alla carambula, al frutto della passione...) Che dire: una vacanza indimenticabile! Il viaggio di ritorno si è svolto senza intoppi: siamo addirittura sbarcati alla Malpensa con un'ora di anticipo e questo non è stato un dettaglio di poco conto per smorzare la tristezza del rientro... Alla prossima supervacanza targata HDC e... "JUMBO" a tutti!

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